ARTE INVESTIMENTO

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E’ giusto investire nell’arte contemporanea?
Ecco 5 buoni motivi per farlo
1) Tutti gli indici riportati dagli esperti di settore concordano nell’affermare che l’investimento nell’arte contemporanea rende sicuramente nel medio e lungo periodo e può addirittura garantire altissimi tassi di rendimento nel breve periodo se la scelta risulta azzeccata.
2) Ci sono molti “giovani” artisti che stanno ascendendo il mondo dell’arte contemporanea: una loro opera unica (o a tiratura limitata) può portare ad alti rendimenti nel breve-medio periodo.
3) L’investitore gode di maggiori vantaggi fiscali rispetto a chi investe nel mercato finanziario o immobiliare. Le opere d’arte non sono soggette a tassazione e le aziende possono detrarre i costi di acquisto se le opere sono collocate in un locale di rappresentanza.
4) E’ un investimento che permette di godere subito del bene acquisto: il piacere estetico ed il prestigio di un’opera d’arte sono vantaggi immediati.
5) Chi investe nell’arte contemporanea entra nella Storia della Cultura e dell’Arte e la mantiene viva.

Ecco alcuni pareri oggettivi ed autorevoli:
L’investimento in arte permette di ottenere nel tempo rendimenti elevati. Secondo William Goetzmann dal 1900 al 1980 l’investimento in arte ha offerto un rendimento medio annuo in dollari superiore al 17%, mentre secondo David Kusin dal 1988 al 1998 le opere della pittura americana hanno reso mediamente il 14% annuo in dollari. Tra gli economisti che studiano il settore c’è chi ha calcolato che le opere d’arte garantiscono un guadagno annuale dello 0.55% in più rispetto al normale tasso di inflazione. Altri indicano un rendimento annuo che arriva addirittura al 15% reale. Facendo una media dunque si può dire che un’opera d’arte rende ogni anno circa il 4% – 5% oltre al normale incremento dei prezzi dovuto all’inflazione. Come per gli altri investimenti, la tipologia d’investimento dipenderà dal profilo dell’investitore: chi è più speculativo preferirà i giovani artisti contemporanei; altri sceglieranno opere di pittori già affermati. Nonostante siano molti in Italia i clienti potenziali, nella mentalità comune del risparmiatore sono generalmente sottostimate le possibilità dell’investimento in arte, è diffusa invece l’idea che si tratti di un tipo d’investimento riservato a chi dispone di capitali notevoli e più che guadagnare vuole soddisfare una passione.

INVESTIRE IN MOBILI ANTICHI
Nella definizione di arredo d’antiquariato, rientrano dei mobili realizzati in epoche passate sia lontane che più recenti. Anche se in questo caso, il concetto di recente non si riferisce alla contemporaneità dell’oggetto, ma ad un periodo anteriore ai mobili datati come contemporanei o moderni, ovvero i primi del Novecento. Mobili come scrittoi o scrivanie, cassapanche, tavoli, armadi, potrebbero trovarsi nelle case di chiunque, anche archiviati in spazi angusti ed inutilizzati. Eppure questi oggetti possono essere monetizzati non solo all’interno di una mera operazione di investimento, ma anche per rendere utile lo smobilizzo di un bene che altrimenti non verrebbe più usato. Anche l’investimento in mobili antichi non ha le caratteristiche di un’operazione speculativa tipica degli investimenti finanziari, perché il suo mercato è una nicchia composta da appassionati e collezionisti. Le quotazioni dei mobili, l’acquisto e la loro successiva vendita saranno, dunque, mossi, solo dai parametri della passione, dalle condizioni del bene, dal suo stile e dal periodo a cui si riferisce.

CARATTERISTICHE DELL’INVESTIMENTO
L’investimento in mobili antichi, rientra nell’ambito dell’investimento artistico di cui ci eravamo occupati in un precedente reportage dedicato alle opere d’arte. Anche un armadio del Settecento, può essere considerato, anzi, è un’opera d’arte di inestimabile valore. Nel mercato dell’arte ( dunque anche per i mobili), troviamo venditori, compratori ( collezionisti, case d’asta, galleristi, musei), quotazioni del bene, e persino l’intervento delle banche che dedicano all’investimento in arte parte delle loro divisioni aziendali. L’investimento in un mobile antico dovrebbe essere realizzato in vista di una diversificazione di un portafoglio di investimenti che vengono opportunamente consigliati dai manager delle banche. Con i mobili antichi, si realizza un investimento di lungo periodo, perché il rendimento o guadagno dell’operazione sarà necessariamente legato all’aumento di valore del bene, che non si realizzerà da un giorno all’altro, ma dopo un certo numero di anni. L’investimento, per essere redditizio, deve anche essere esente da rischi e ci è sembrato, da quanto evidenziato ai precedenti paragrafi, che quello in mobili antichi lo sia. L’unico rischio che un simile investimento può comportare è quello di non riuscire a rivenderlo per carenza di collezionisti interessati. Ecco perché è utile destinare solo una parte del proprio capitale all’investimento in arte e diversificare le altre soluzioni di investimento.
IL MERCATO DELL’ANTIQUARIATO
La tendenza del mercato, secondo il Rapporto della rivista specializzata Nomisma, segna una crescita per fotografie, ceramiche e maioliche, mentre giudizi pessimistici vengono espressi per i mobili, i gioielli e le cornici. Nell’indagine sono stati coinvolti anche i gruppi bancari che rendono note le scelte di investimento dei loro clienti. L’investimento in mobili antichi, non deve, però, necessariamente passare dal canale bancario, perché un bene di questo tipo si può smobilizzare attraverso altri canali che possono essere i mercatini dell’antiquariato, musei e gallerie d’arte, case d’asta, siti web di vendita di oggetti usati e di antiquariato. Il web, con le sue note piattaforme di annunci, sembra essere il canale prescelto anche per vendere mobili antichi. Nella dicitura “mobili d’antiquariato”, vorremmo però far rientrare anche oggetti utili ed elettrodomestici i cui modelli del passato, oggi, per l’antiquariato, hanno un valore discreto, come macchine da cucire, radio con cassa in legno, macchina da scrivere. Il primo passo per investire nei beni di antiquariato, è quello di guardare all’interno della propria abitazione per verificare la presenza di oggetti ed arredi di datazione anteriore. Trovato l’oggetto, è utile farlo valutare ( da restauratori, galleristi o case d’asta) e poi mettersi in contatto con i canali indicati, per venderlo.
QUOTAZIONI
Le quotazioni dei mobili antichi, sono davvero molto interessanti. Eccovi una breve lista di mobili d’epoca con il loro prezzo: un piccolo scrittoio di fine Ottocento vale 1200 euro; una cassapanca piuma mogano , dello stesso periodo, vale quasi 4 mila euro. Un mobile del secolo precedente sale a 5 mila euro. Ma non crediate che la quotazione riguardi solo i mobili più datati, anche quelli del Novecento, e degli anni ’50 hanno delle buone quotazioni: un piccolo tavolino degli anni ’50 vale quasi 1000 euro; un piccolo armadio ciliegio del 1900 è quotato 1600 euro. Si tratta di mobili che necessitano di lavori di restauro.